Tutore volontario: per “arricchirmi”

Tutore dal 2012 al 2016 di una ragazza rumena – schiava a Milano. Ma il rapporto con lei per fortuna non è finito quando ha compiuto 18 anni…

Dal 2012 al 2016, ho cercato di essere per Mihaela un punto di riferimento. A Milano.

I suoi genitori che vivono nelle campagne rumene avevano bisogno che lei – maggiore di 5 fratelli – si occupasse delle faccende e degli altri figli mentre loro lavoravano. Quindi non è mai andata scuola. E a 9 anni ha iniziato a lavorare presso una famiglia in Romania, che riconosceva dei soldi ai suoi genitori. A 11 anni la famiglia presso cui prestava servizio si è trasferita a Milano – e Mihaela con loro.

Ma a Milano hanno iniziato a maltrattarla. Si è ribellata ed è stata accolta dal Pronto Intervento dei servizi sociali del Comune di Milano. Il Giudice Tutelare mi ha nominata suo tutore (“tutrice” come dice lei!) ad aprile 2012.

Ho iniziato a frequentarla con grande delicatezza: era spaventata, bisognosa di recuperare il legame con la famiglia di origine, di imparare a vivere anche in modo indipendente. E così è anche andata a scuola: per imparare a leggere e scrivere. Ha preso il diploma di scuola media (a 16 anni), poi ha frequentato una scuola di formazione che le ha permesso di ottenere periodi di Stage di Alternanza-Scuola-Lavoro presso l’azienda in cui io lavoro. Ho cercato di insegnarle ancora a scrivere leggere e far di conto. Con cervello e con amore.
Ma la cosa migliore era trovarle un lavoro concreto: presso un’azienda di pulizie. E ci sono riuscita.

Fondamentale nella relazione con lei è stato avere al mio fianco La Voce del Bambino alla quale mi sono rivolta spesso per supporto su questioni legali. Inoltre, sapersi relazionare con i servizi sociali e gli educatori cercando di agire in modo sinergico per il bene della ragazza è stato molto formativo per me, che sono di carattere decisionista.

Credo infine anche di essere riuscita a farle comprendere che il suo futuro è qui grazie alle relazioni che ha costruito qui: e che io sarò sempre il suo punto di riferimento. Come una zia…

 

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